V I A L E   D E I   C A S T A G N I ,   1 6

 

Idea- Regia - Coreografia - Performance - Costumi /

Concept - Direction - Choreography - Performance - Costume design

Pieradolfo Ciulli, Olimpia Fortuni

Luci / Light design

Alessandro Capodiferro, Luca Poncetta

Landscape Sonoro / Musical landscape

Pieradolfo Ciulli


produzione / production
Fattoria Vittadini e Sosta Palmizi

coproduzione / coproduction

NEXT / Regione Lombardia

 

Viale dei Castagni 16 ha partecipato alla residenza  NAO CREA. È stato presentato a AROUND UOVO 2013 MILANO e al “Diversia Festival” Kostroma (Russia) nel 2014.

Viale dei Castagni 16 participated at NAO CREA Residency; it was presented at AROUND UOVO 2013 MILAN and at “Diversia Festival” Kostroma (Russian) in 2014.

 

 

“Perché si è sempre molto sensibili quando si tratta di noi e cinici e spietati quando si tratta dell’altro?”

 

Se ogni volta vedessimo il più piccolo fallimento umano come il fallimento di tutti forse considereremmo la possibilità che non serve essere egoisti, che l’ ego non sviluppa le doti umane ma le fa implodere in grandi dolori.

 

Da questo nasce l’urgenza di lavorare partendo dal nostro personale, da noi e dalla nostra vita di coppia. Non possiamo non notare come la società condizioni la nostra relazione, una società che porta a dividere più che a unire e che induce a vivere alla giornata. Nelle difficoltà di questa epoca l’altro diventa ancora più ingombrante, ancora più un peso, ma allo stesso tempo l’unico abbraccio fidato dentro cui rifugiarsi, l’unico sostegno che possa capirti con sincerità.

 

Per reazione a tutto ciò, noi decidiamo di vivere insieme e di affrontare tutti i problemi che comporta la convivenza oggi, portando con noi tutti gli impulsi, tutte le manie, nevrosi e incongruenze del mondo esterno.

 

Cerchiamo tutto quello che ci siamo dimenticati di noi e dell’altro, lasciamo che le cose avvengano e una volta trovate proviamo ad ingrandirle e ad evidenziarle in tutta la loro fragilità. Così musiche e luci sono gestite dall’ interno, la nostra casa si fa spazio scenico e la quotidianità diventa performance. 

 

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‘Why are we so sensitive when it comes to us and so cynical and ruthless when it comes to other people?’

 

If even the tiniest human failure was seen as everybody’s, we would realise that it does not make sense to be selfish, that ego does not develop human virtues but make them implode into great sorrows.

 

It starts from here our urge to work using our personal lives and our relationship as starting point of this project. We noticed how society influences our relationship, a society that tends to separate rather that unite, that leads to live day by day. In the harsh times we currently live in, the others become cumbersome, a heavy weight to carry, yet we can only find shelter and rest in somebody else’s embrace.

 

As reaction, we have decided to live together and to face every issue that moving in nowadays arises, bring in every inputs, every obsessions, anxieties, inconsistencies of the outside world. On this trip we seek the complicity , play , love, and all this without losing the autonomy and individuality of each other.

 

We look for everything we have forgotten of ourselves and of the other, we let things happen, and once we find them we try to make them bigger and highlight them in their fragility. By directing music and lights from the inside, we turned our home into a stage, our daily life into a performance. The audience is watching us as if it could observe our world from the latch of a door in the freedom of guess, see and not see , take away , imagine , empathize.

 

 

 

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