Il nostro progetto prevede un laboratorio estensivo nella città di Bologna, dal titolo “Yes, I'm a witch”, curato da Francesca Penzo e Said Ait El Moumen, coreografi, danzatori e formatori professionisti. Obiettivo primario è la creazione di uno spazio di condivisione per donne italiane e migranti, attraverso pratiche di aggregazione sociale, riconoscimento delle proprie potenzialità personali, consapevolezza ed esplorazione del proprio corpo. Il progetto prevede una fase finale di restituzione, per rafforzare l'esperienza dei singoli e del gruppo, per dare visibilità al progetto presso una comunità ampia, a livello locale ma non solo.

Il laboratorio è rivolto a ragazze e donne italiane e migranti di prima e seconda generazione, e si struttura in 20 appuntamenti settimanali di 3 ore ciascuno, da aprile a luglio 2018, che si realizzeranno presso il Centro Zonarelli, luogo che a Bologna ha assunto negli anni un ruolo riconosciuto per le pratiche di incontro tra italiani nativi e immigrati.

“Yes, I’m a witch” esplora pratiche di movimento che portano a lasciare andare e liberare il proprio potenziale fisico, partendo dal centro energetico legato alla zona pelvica. Nasce dalla pratica attuata negli ultimi 2 anni, con successo, da Francesca Penzo, rivolta in particolare alle donne, integrata e potenziata dal percorso formativo portato avanti da Said El Moumen, in Marocco, Italia e Francia.

Il laboratorio prevede una prima parte dinamica di condivisione legata al corpo e al movimento, e una seconda parte in cui si aprirà uno spazio aperto a pratiche di ascolto e di narrazione, che si trasformino poi in scrittura scenica collettiva. Si sperimenteranno pratiche di racconto per mezzo della danza, attraverso livelli differenti di astrazione. I feedback di ogni partecipante serviranno ai coreografi, e ai drammaturghi che interverranno a supporto nella fase finale, per costruire in modo partecipato lo spettacolo, in relazione a sensibilità di persone con culture differenti, ma anche per rispecchiare e incontrare l'interesse di un pubblico culturalmente eterogeneo.

Nella prima parte si indagheranno i seguenti aspetti:

1. Il corpo nello spazio: l’essere umano ha bisogno di capire lo spazio in cui si trova. Prendere coscienza del proprio spazio interno, dello spazio esterno che ciascuno di noi occupa legittimamente e di quello altrui sono presupposti necessari per un'armoniosa gestione dello spazio. Proporremo ai partecipanti una serie di esperimenti in cui questi temi verranno messi in evidenza tramite la pratica.

2. Il movimento: essendo uno dei più importanti mezzi di comunicazione, il movimento è l’elemento che dà vita e posizione a un corpo. Lavoreremo sul movimento come mezzo di espressione ed esistenza, permettendo ai partecipanti di capirne le varie qualità, nonché il rapporto che ogni singolo corpo ha con la sua specifica qualità di movimento.

3. Respiro e voce: finché c’è vita ci sarà respiro. Lavoreremo su come rendere il respiro il più benefico possibile alle necessità del corpo per respirare, parlare e sciogliere tensioni. Come il respiro permette all’individuo di divertirsi a trasmettere suoni, parole e melodie.

4. Ritmo corporeo: nella quotidianità si parla sempre del ritmo della vita. In questa sessione puntiamo a far acquistare una consapevolezza del ritmo corporeo, facendo esperire come il corpo stesso possa essere uno strumento di ritmo.

Nella seconda parte del laboratorio si aprirà uno spazio di ascolto e narrazione, volto alla messa in corpo e spazio del lavoro, a un tradurre in movimento, attivare trasformazioni o risposte al racconto attraverso i canali di movimento aperti nella prima parte del laboratorio. Si esperiranno processi di astrazione come la ripetizione, la condivisione, la segmentazione e ripartizione e la strutturazione nel corpo, nello spazio, nel tempo e nel gruppo, imparando a trattare il materiale come materia di rappresentazione, rivolta al pubblico e a una necessità rappresentativa.

Il materiale di volta in volta raccolto e registrato, verrà visionato da una drammaturga, che interverrà negli ultimi appuntamenti del laboratorio e contribuirà alla restituzione finale. Sono infatti previsti 3 eventi finali aperti al pubblico e dimostrazione dei risultati nel Luglio 2018. Il primo presso il Centro Zonarelli, gli altri negli spazi messi a disposizione da Cantieri Meticci e Leggere Strutture Art Factory, entrambe di Bologna. Le due associazioni, pur non costituendo un partenariato formale, contribuiranno al progetto anche in termini di promozione dell’iniziativa, favorendo la partecipazione dei loro utenti a tutte le fasi del progetto.

Un'ulteriore presentazione, riadattata nel numero di partecipanti e in "site specific", verrà proposta nel mese di settembre 2018 (dunque al di fuori dai termini temporanei del presente progetto), all'interno del Festival Danza Urbana, come prima di una serie di repliche di un lavoro che la compagnia intende circuitare nell'autunno 2018.

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