GRIP

©Maddalena Oriani

 

 

Idea - Regia - Coreografia / Concept - Direction - Choreography

Riccardo Olivier e Alex McCabe

Con / With

Riccardo Olivier e Alex McCabe

con la collaborazione / with the collaboration

 videoartista / videoartist Alberto Sansone

set/costume designer MaddalenaOriani

 

Durata 40'

 

produzione / production

Fattoria Vittadini

 

 

Nel linguaggio automobilistico gripè il termine che indica l’aderenza delle ruote al suolo, la ‘tenuta di strada’. Ma cosa significa per un essere umano ‘tenere la strada’, aderire alla propria vita?Attingendo alla metafora automobilistica e partendo dal confronto tra due personalità, una vorace, invadente ma concentrata sulle proprie necessità e l’altra fluttuante, rispettosa ma alla ricerca di sé, i performer si interrogano sul senso di aderire o meno ai propri desideri e alla propria vita, sul correrla fino a portarla all'estremo, al limite. Fino a perdere l'aderenza. La strada è portata in un salotto e questioni esistenziali lasciate all’azione di due singoli, all’interno di un cerchio colloquiale, dove invece di una comune discussione tra amici, avviene un processo mediato.Attraverso i diversi linguaggi delladanza, del teatro, del video, visivo e della musica, ci si interroga su come e perché si arriva a perdere il grip. E sul perché spesso siamo noi a desiderarlo. Diviene oggi una questione di diritto e responsabilità aderire alla propria vita, riconoscersiin essa e riconoscerla. E guidarla.

© Andrea Macchia

 

 

Coreografia / Choreography
Maya M. Carroll

Creazione - Performance / Creation - Performance
Mattia Agatiello, Cesare Benedetti, Noemi Bresciani, Pieradolfo Ciulli, Maura Di Vietri, Riccardo Olivier, Francesca Penzo

Musica / Music

Roy Carroll

Scene - Costumi / Set design - Costume design
Maddalena Oriani

Scene / Set design

Davide Signorini

Direzione tecnica / Technical direction
Giulia Pastore

 

produzione / production

Fattoria Vittadini

coproduzione / coproduction

NEXT / Regione Lombardia e MILANoLTRE

collaborazione / collaboration

Fondazione Sipario Toscana onlus – La Città del Teatro

sostegno / support

Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo e del Comune di Milano, del Goethe-Institut Mailand, dell’Istituto Italiano di Cultura di Berlino e dello Studio LaborGras

 

 

Unraveled Heroes è una ricerca che esplora l’apertura tra realtà e finzione, sfumando e ridefinendo i confini tra la vita e lo spettacolo. Il lavoro osserva il costante cambiamento e la continua espansione della percezione umana, giocando con stati improvvisati, azioni e situazioni. Caratteri presi in prestito e miti inventati diventano un terreno di gioco per l’interazione. Lavorando come sette uniche “voci”, il gruppo formula una comunità con scopi e facce variabili.
Unraveled Heroes è un viaggio reale e fantastico allo stesso tempo. La performance parla dei nostri sogni e delle nostre paure che permettono di restare a galla sulla superficie ed affrontare i nostri più radicati bisogni.

 

-

 

In Unraveled Heroes, choreographer Maya M. Carroll and Fattoria Vittadini create seven individuals who re-experience earth, nature, home and human gravity. Landmarks, time cycles and chronologies are made up to anchor longing and interactions, as the playground of imagination becomes an event of profound existence. Invisible / visible walls shape rooms where characters emerge and meet, perform simple, concrete, urgent, strange encounters, reinvent rules of logic and cross borders of convention. Residue and resonance become a climate under which all performers exist with endurance, desire, struggle and vulnerability.
Unraveled Heroes exposes intimate realities against epic myths, blurring and redrawing the border between life and theatre. Fiction and reality are fused in a journey of collective subconscious as the performers shift between extreme states, and the work observes the changes and expansion of human perception. Familiar habitats become an illusion of protection, from which the players are compelled to travel away, follow their fantasy and unraveling future. Walking the fine line between lucidity / obscurity, the seven 'voices' in the group change faces and purpose while their voyage transforms from descending to transcending.

1/1

© Andrea Macchia

 

 

Coreografia / Choreography
Maya M. Carroll

Creazione - Performance / Creation - Performance
Mattia Agatiello, Cesare Benedetti, Noemi Bresciani, Pieradolfo Ciulli, Maura Di Vietri, Riccardo Olivier, Francesca Penzo

Musica / Music

Roy Carroll

Scene - Costumi / Set design - Costume design
Maddalena Oriani

Scene / Set design

Davide Signorini

Direzione tecnica / Technical direction
Giulia Pastore

 

produzione / production

Fattoria Vittadini

coproduzione / coproduction

NEXT / Regione Lombardia e MILANoLTRE

collaborazione / collaboration

Fondazione Sipario Toscana onlus – La Città del Teatro

sostegno / support

Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo e del Comune di Milano, del Goethe-Institut Mailand, dell’Istituto Italiano di Cultura di Berlino e dello Studio LaborGras

 

 

Unraveled Heroes è una ricerca che esplora l’apertura tra realtà e finzione, sfumando e ridefinendo i confini tra la vita e lo spettacolo. Il lavoro osserva il costante cambiamento e la continua espansione della percezione umana, giocando con stati improvvisati, azioni e situazioni. Caratteri presi in prestito e miti inventati diventano un terreno di gioco per l’interazione. Lavorando come sette uniche “voci”, il gruppo formula una comunità con scopi e facce variabili.
Unraveled Heroes è un viaggio reale e fantastico allo stesso tempo. La performance parla dei nostri sogni e delle nostre paure che permettono di restare a galla sulla superficie ed affrontare i nostri più radicati bisogni.

 

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In Unraveled Heroes, choreographer Maya M. Carroll and Fattoria Vittadini create seven individuals who re-experience earth, nature, home and human gravity. Landmarks, time cycles and chronologies are made up to anchor longing and interactions, as the playground of imagination becomes an event of profound existence. Invisible / visible walls shape rooms where characters emerge and meet, perform simple, concrete, urgent, strange encounters, reinvent rules of logic and cross borders of convention. Residue and resonance become a climate under which all performers exist with endurance, desire, struggle and vulnerability.
Unraveled Heroes exposes intimate realities against epic myths, blurring and redrawing the border between life and theatre. Fiction and reality are fused in a journey of collective subconscious as the performers shift between extreme states, and the work observes the changes and expansion of human perception. Familiar habitats become an illusion of protection, from which the players are compelled to travel away, follow their fantasy and unraveling future. Walking the fine line between lucidity / obscurity, the seven 'voices' in the group change faces and purpose while their voyage transforms from descending to transcending.

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